I VIGNETI DELLA CANTINA RIZZI


I vigneti della Azienda vitivinicola Rizzi si estendono per 44 Ha di cui circa la metà a Nebbiolo da Barbaresco.

La restante parte è suddivisa in Dolcetto, Barbera, Moscato, Freisa, Chardonnay e Pinot Nero.

Questi vigneti sono situati in 6 grandi zone viticole del Barbaresco, la cui altitudine varia dai 220 e i 430 metri sul livello del mare. 

 
 

Uno dei punti di forza dell'Azienda Rizzi è la fortuna di vantare 6 cru con al loro interno alcuni dei vigneti più vocati dell'intera denominazione. 

Il cru Rizzi, che conserva al suo interno il vigneto Boito, il cru Pajorè, il cru Nervo.

Nei Cru Manzola, Giacone e Bricco di Neive ad oggi non viene ancora prodotta uva Nebbiolo atta a Barbaresco.


CRU RIZZI

CRU RIZZI CANTINA RIZZI TREISO L'azienda vitivinicola Cantina Rizzi Treiso Piemonte Cru Barbaresco Langhe roero Vigneti Vigne vini piemontesi

Il crü Rizzi

(al cui interno troviamo i Vigneti del Boito)

"Se arrivate a Pertinace da Alba via Altavilla, svoltando a destra per Treiso percorrerete a mezza costa la più maestosa collina vitata di Treiso; quella cioè che partendo da Garassino tocca tante famose vigne del Barbaresco ( Boito, Rizzi, Fratin, Nervo, Bernardot). Il Crü Rizzi è molto esteso ed è quindi normale trovare al suo interno discrete variazioni di esposizione e di altitudine. La prima parte, che inizia leggermente a nord della cascina Boito, da considerare ottimale nel tratto che dalla strada provinciale si inerpica fino alla cascina sopraccitata ( a 295 metri) ha una esposizione sud-ovest. Poco prima della cascina Rizzi il versante volge completamente verso sud. Qui, dai 300 metri di quota si scende lungo il ripido declivio quasi fino alla cascina Fratino ( circa 200 metri sul livello del mare): siamo nel cuore dei Rizzi, anche se i filari allineati sotto la strada provinciale appartengono alla frazione di San Rocco Seno d’Elvio del comune di Alb" 1

L’azienda Rizzi porta il nome della cascina Rizzi che domina l’omonimo Crü, a cui a dato il nome. 
All’interno del Crü Rizzi l’azienda possiede quasi 27 ettari. 

La parte esposta a sud-sudovest del Crü è ideale per il Nebbiolo e si estende per circa 16 ettari ad un’altitudine variabile tra 220 e 310 metri s.l.m.

È molto interessante poter vedere le due anime di questa grande zona:

1. Nella parte più a est al confine con il Crü Nervo, le marne bianche argilloso-calcaree tipiche di langa si presentano più sciolte e magre, con una leggera maggior presenza di sabbie, il che da origine a vini molto eleganti, fini e fragranti e ricchi di profumi,

2. nella parte a ovest della cascina Rizzi in corrispondenza del vigneto del Boito, che rappresenta la zona sommitale del Crü Rizzi, nel punto in cui il versante volge da sud a sud-ovest, la composizione del suolo marnoso calcareo di questo vigneto si caratterizza per la maggior presenza di argilla. Qui il terreno è più profondo e con una vena argillosa che taglia di netto all’interno l’intera collina e che conferisce ai vini di questa parte del Crü, grande struttura e potenza tannica unita ad eleganza e profumi inimitabili e una grandissima longevità.

Dalle uve prodotte in questa zona l’azienda produce due dei suoi barbaresco: 
 

BARBARESCO "RIZZI"

BARBARESCO RIZZI RISERVA "VIGNA BOITO", prodotto dall’attenta selezione delle uve ottenute dai vigneti selezionati nella porzione della collina denominata Boito.


(1 AA.VV., Atlante delle vigne di Langa. I grandi Crü del Barolo e del Barbaresco, Sloow Food Ed., Bra, 2000, cit. pag. 333)

CRU NERVO

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Il crü Nervo

"Risalendo verso l’abitato di Treiso, all’altezza della cascina Fornace, sulla destra della strada dei Rizzi, si estendono sotto di voi i vigneti del Nervo. Tutti i fattori sono qui riuniti per collocare questo Crü tra i più vocati dell’intero comprensorio del Barbaresco. Prima di tutto, può avvalersi di una esposizione a mezzogiorno ideale, con altitudini comprese tra i 370 e 230 metri sul livello del mare, che sono quelle di quasi tutti i più famosi Crü di Langa. Inoltre, la notevolissima pendenza di questo versante, se da una parte ha il difetto di rendere la lavorazione del vigneto più ardua e pericolosa, presenta d’altro canto l’importante vantaggio di migliorarne il drenaggio e soprattutto, di aumentarne l’irradiamento solare. Per finire, a completare questo quadro ottimale, bisogna notare che la composizione del terreno, fatto di marne bianche molto povere, riesce a unire nei vini finezza e potenza." 1

Il Cru Nervo è un vero fiore all'occhiello della tenuta Rizzi: un unico appezzamento di circa 4 ettari, arroccato sotto il paese di Treiso. 
Tale vigneto si situa proprio nel punto in cui il Crü Nervo (a cui appartiene), si incunea tra il Crü Bernardot e Bricco di Treiso.
È un vero e proprio anfiteatro naturale dove la vigna trova il suo palcoscenico ideale in una posizione a metà collina al riparo dai venti, e con un terreno dove la presenza maggiore di sabbie e pietre arenarie conferisce ai vini che ne provengono, una grande eleganza e una femminile e floreale finezza.


(1 AA.VV., Atlante delle vigne di Langa. I grandi Crü del Barolo e del Barbaresco, Sloow Food Ed., Bra, 2000, cit. pag. 332)

CRU PAJORE'

CRU PAJORE L'azienda vitivinicola Cantina Rizzi Treiso Piemonte Cru Barbaresco Langhe roero Vigneti Vigne vini piemontesi

Il crü Pajorè

"Al confine con i crü Roncaglie e Montaribaldi, appartenenti al comune di Barbaresco, il Pajoré rientra a pieno titolo tra i più rinomati crü di Langa. Si racconta infatti che, dopo aver avalutato le qualità del vino che Enrico Giovannini Moresco aveva prodotto dalla sua vigna del Pajorè nel 1971, Angelo Gaja abbia deciso di acquistare questo vigneto, come avvenne qualche anno più tardi. Il cuore del Crü, oltre a una quota altimetrica pressoché perfetta da circa 300 m s.l.m. della cascina Pirolero fino ai circa 230 m s.l.m. degli ultimi filari validi, prima di scendere troppo in basso fino a lambire la cascina Chirella, può avvalersi di una splendida posizione sud/sud-ovest e di terreni marnosi molto poveri." 1

Il vigneto, con un’estensione di circa 3 ettari, situato nello storico crü Pajorè, è stato nel 2004-2007 l’ultimo acquisto dell’azienda in ordine di tempo compiuto da Ernesto Dellapiana.


(1 AA.VV., Atlante delle vigne di Langa. I grandi Crü del Barolo e del Barbaresco, Sloow Food Ed., Bra, 2000, cit. pag. 332)

CRU MANZOLA

cru manzola L'azienda vitivinicola Cantina Rizzi Treiso Piemonte Cru Barbaresco Langhe roero Vigneti Vigne vini piemontesi

Il crü Manzola

"Di sicuro si tratta del più piccolo Crü del comune di Treiso, ma la sua peculiare posizione, bloccata com’è dal Rombone a nord, dal Valeriano a est e dal Rio Manzola a sud-ovest, gli assicura un posto di prestigio. Già il Fantini alla fine del secolo scorso ne riconosceva le indubbie qualità, consistenti soprattutto nella sua regolare esposizione a sud-ovest e nell’altitudine piuttosto contenuta ( dai 250 ai 210 metri sul livello del mare) che, oltre a fornirgli un microclima più caldo, lo proteggono dall’eccessiva circolazione d’aria. Gli unici piccoli nei sono rappresentati dal fatto che la sua pendenza molto blanda e la prossimità della collina Rizzi possono in parte attenuare i tempi e la forza dell’irradiamento solare" 1

L’azienda Rizzi possiede 2 ettari di vigneto in questo piccolo Crü, ma per il momento non sono coltivati a Nebbiolo, bensì a Moscato.
Quindi ancora non esiste in commercio un Barbaresco Manzola prodotto dall’azienda Rizzi, ma in futuro...


(1 AA.VV., Atlante delle vigne di Langa. I grandi Crü del Barolo e del Barbaresco, Sloow Food Ed., Bra, 2000, cit. pag. 330)



IL TERRITORIO DI TREISO

Una perla preziosa incastonata nella bassa Langa e immersa nei vigneti più famosi del mondo


Una strada in salita, tra i vigneti a Nebbiolo, Barbaresco e Dolcetto, nella Langa più genuina e naturale, nel cuore della zona del Barbaresco, è il percorso che conduce a Treiso, sito UNESCO a 410 mt di altitudine e distante circa 9 km da Alba, 5 km da Barbaresco e altri 5 km da Neive.

E’ un piccolo paese Treiso, uno "spicchio"di Langa, con la Chiesa e il campanile al centro di una piazza (una delle più grandi di tutte le Langhe), attorno a cui si raggruppano e sviluppano case sparse lungo il territorio circostante. 

C'è la vista a Treiso che colpisce dritta al cuore, una sorta di terrazzo su un meraviglioso panorama fatto di vigneti e colline che cambiano colore con le stagioni.

"Da quella piazzetta si domina un po’ di Langa a sinistra e a destra le colline dell’Oltretanaro dopo le quali c’è la pianura in fondo a cui sta la grande città di Torino. I vapori del mattino si alzavano adagio e le colline apparivano come se si togliesse loro un vestito da sotto in su. Disse Negus, come tra sé:- Questo mondo è fatto per viverci in pace".

- Beppe Fenoglio, L’andata -

Il nome di Treiso è indissolubilmente legato a quello del Barbaresco. 

Tresio si trova infatti nel cuore della zona del Barbaresco, esattamente nel punto di incontro di 5 colline.

La struttura del territorio è formata da una cospicua intelaiatura di lunghe colline, alternate da valli profonde e di media larghezza. Frequenti sono i calanchi, effetto estremamente affascinate del fenomeno erosivo dell’acqua. La zona del Barbaresco dal punto di vista geologico non si differenzia sostanzialmente dalla zona del Barolo. 

Tutta la zona del Barbaresco è di origine Miocenica (appartiene cioè all’Era Terziaria o Cenozoico) e di formazione marina, ad eccezione delle aree alluvionali di origine Olocenica (Era Quaternaria o Neozoico). Il suolo è costituito prevalentemente da marne calcaree, depositi sedimentari che salirono in superficie con il graduale sollevamento del fondo del mare primordiale che copriva il bacino del Po. Pur omogenea, la zona del Barbaresco si può differenziare in due parti in base ai tipi di terreno prevalenti:

·  I terreni di Treiso, San Rocco Seno d'Elvio e Neive, a sud del centro abitato, appartengono alle "Formazioni di Lequio" (Tortoniano-Serravalliano), caratterizzate da strati di marne compatte grigie, alternati a strati di sabbia.

· I terreni di Barbaresco e la parte di Neive che è addossata a Barbaresco appartengono alle "Marne di Sant'Agata Fossili" (Tortoniano), caratterizzate da marne bluastre calcaree.

Un altro importante elemento, primario per definire qualità e carattere di un’uva come il nebbiolo, così difficile da maturare completamente, con il suo bisogno di procurarsi la massima quantità di calore e irraggiamento solare, è l’altitudine. 

L’altitudine sul livello del mare è compresa tra 150-450 metri, praticamente la fascia ideale per la coltura della vite a queste latitudini. Ma a questo punto s’impone un chiarimento: deve essere evitata l’identificazione automatica fra bassi livelli e maggior calore, dato che esposizione, posizione dei pendii, presenza o assenza di correnti di vento e configurazione del paesaggio sono anch’essi di importanza fondamentale nel determinare un preciso microclima. È tuttavia interessante notare che le nove località citate come “posizioni scelte” da Fantini alla fine del XIX secolo – Cascina Nuova, Cascina Bruciata, Casotto, Ghiga, Rivosordo, Roncagliette, Manzola, Frattino, Valeirano - rientrano tutte in una fascia abbastanza ristretta di valori di elevazione. Le loro altitudini in metri sopra il livello del mare sono rispettivamente: 278, 321, 316, 210, 260, 334, 219, 260. Tuttavia, senza lasciarsi andare a facili generalizzazioni, la gamma d’altitudine ideale per il Barbaresco sembra trovarsi all’incirca fra i 200 e i 350 metri.  


Geologia del Territorio


 
 

Benché il territorio del Barbaresco sembri essere di dimensioni ampie, la superficie totale di vigne impiantate a nebbiolo da Barbaresco non è particolarmente grande: poco più di 700 Ha (con esattezza 733 Ha nel 2014), meno del 40% della dimensione del Barolo. 

La scarsa percentuale di tale varietà rispetto alla dimensione globale dell’area vitata non sorprende in quanto il nebbiolo è sì tra le varietà più prestigiose e aristocratiche d’Italia, ma anche una delle più esigenti in fatto di terreni ed esposizione climatica.  

Nonostante ciò, le vigne sono il "monumento" più importante di questa terra, affascinanti per chi viene in visita e motivo di fierezza per chi ci abita. 

 
 

E' da queste vigne che nascono alcuni dei vini più importanti del Piemonte, il Barbaresco tra tutti, vino rosso pregiato che ha guadagnato la meritata Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

E’ un vino prodotto da uva nebbiolo, regina dei vitigni di Langa per le sue oggettive caratteristiche genetiche eccellenti (complessità aromatica, potenza tannica e maggiore longevità), a cui vengono riservati i versanti collinari esposti a mezzogiorno dei 4 Comuni in cui il Barbaresco si produce:

BARBARESCO - NEIVE - TREISO - FRAZIONE SAN ROCCO SENO D'ELVIO)

La produzione e le successive operazioni di vinificazione e di invecchiamento del Barbaresco vengono obbligatoriamente effettuate all’interno di questi 4 comuni cuneesi. 


IL CLIMA


Dal punto di vista climatico la zona del Barbaresco ha caratteristiche tipicamente continentali, con inverni che si possono definire rigidi, durante i quali si hanno precipitazioni elevate anche nevose. Le estati presentano un andamento caldo e umido, mentre le stagioni intermedie sono contrassegnate da piovosità e da sbalzi termici tra il giorno e la notte talvolta rilevanti. 

Per quanto riguarda le temperature fanno testo i seguenti valori: Inverno +2°, primavera +10°, estate+20°, autunno +10°C.  

Le temperature medie oscillano dai 10°C a 25°C, pur toccando punte più elevate in estate e notevolemente inferiori in inverno. 

Circa le precipitazioni atmosferiche, le piogge sono caratteristiche della primavera e dell’autunno, le nevicate dell’inverno, le giornate di sole e i temporali dell’estate. La piovosità media risulta tra gli 800 e i 900 millimetri annui. I venti sono relativamente scarsi, essendo queste zone “protette” a Sud-Ovest dalle Alpi Marittime e dall’Appennino Ligure.

Neanche le nebbie raggiungono livelli di grande intensità: sono limitate a banchi nebbiosi, prodotti dal Tanaro, che possono raggiungere le colline del barbaresco e colmare le valli.